A pochi chilometri da Torino, dal 5 ottobre 2014 all'8 marzo 2015, il Castello di Mirandolo ospita la mostra San Sebastiano. Bellezza e integrità nell'arte tra '400 e '600 dedicata ad approfondire l'iconografia del santo in un perfetto accordo tra fede, devozione, spiritualità e
raffigurazione.
Sebastiano, giovane soldato convertitosi al cristianesimo, subisce
condanna a morte dall'imperatore Diocleziano. Nulla però possono le
frecce: esse trafiggono il suo corpo ma non scalfiscono la sua bellezza,
la sua fede, la sua integrità fisica e morale. Affidato alle cure
della pia Irene, presto Sebastiano torna fieramente a proclamare il suo
credo cosicché Diocleziano lo imprigiona nuovamente, facendolo
flagellare, percuotere sino alla morte e gettando, per disprezzo, il suo
corpo nella Cloaca Massima.
Curata da Vittorio Sgarbi, l'esposizione propone un eccezionale percorso espositivo di 45 opere di capitale importanza e suggestione, provenienti da prestigiose istituzioni museali italiane e collezioni private internazionali.
La mostra offre un excursus dentro quasi tre secoli, operando
affascinanti confronti sul soggetto: il medesimo artista che adotta
differenti soluzioni formali, pose e ambientazioni in anni ravvicinati
letti da artisti diversi, materiali differenti e modellati per capirne
cambiamenti e intenti devozionali e di fama della figura del santo da
nord a sud. Un percorso che dalla seconda metà del Quattrocento giunge
agli albori del Settecento, contemplando assoluti capolavori: da Andrea della Robbia che modella l'anatomia
del giovane Sebastiano con grande raffinatezza, si prosegue con uno
sguardo nella Venezia del Quattrocento, fino ad arrivare al solitario e
splendido San Sebastiano di Tiziano.
La purezza dell'anima e l'incrollabile
fede si specchiano nella sublime bellezza del giovane corpo di
Sebastiano, che rimanda a quello dell'antico Apollo pagano, ma che nella
figura del martire si riveste di sacralità e di una luce di eternità. È
proprio l'aurea di bellezza e intimo splendore che avvolge il corpo
virile e nudo di Sebastiano ad aver catturato l'attenzione di tutti i
più grandi artisti, dal Rinascimento ai giorni nostri, che nel desiderio
di sperimentare nuove accezioni del nudo maschile, partendo dai canoni
classici, si sono cimentati nella raffigurazione del santo.
San Sebastiano.
Bellezza e integrità nell'arte tra '400 e '600
Castello di Mirandola
Via Cordonata, 2 - San Secondo di Pinerolo (TO)
5 ottobre 2014 - 8 marzo 2015
Infoline: (+39) 0121.376545
Website: www.fondazionecosso.com
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domenica 4 gennaio 2015
venerdì 2 gennaio 2015
Cavalli Celesti. Raffigurazioni equestri nella Cina antica
Dal 21 novembre 2014 al 22 febbraio 2015, il MAO - Museo di Arte Orientale di Torino celebra l'anno cinese del Cavallo con la mostra Cavalli Celesti. Raffigurazioni equestri nella Cina antica, un'esposizione che intende esplorare l'importanza delle rappresentazioni equestri nell'arte e nella cultura della Cina antica.
I cavalli sono stati un simbolo di status sociale forte per l'élite cinese di ogni epoca e uno dei soggetti più rappresentati nell'arte della Cina imperiale. Emblemi di nobiltà, eleganza, velocità e potenza, si sono arricchiti nel corso del tempo di valenze soprannaturali ammantate di resoconti leggendari.
Attraverso quarantacinque opere provenienti dalle collezioni del museo e da una collezione privata torinese, la mostra approfondisce l'importanza della figura del cavallo nell'arte e nella cultura della Cina antica mediante elementi arcaici di bardature e di carri (XI sec. a.C. - II sec. d.C.), raffigurazioni bidimensionali (II sec. a.C. - I sec. d.C.) e soprattutto spettacolari statuine funerarie a tutto tondo dalla dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.) alla dinastia Tang (618-907 d.C.). Si tratta in gran parte di sculture in terracotta dipinta e invetriata, dove i cavalli appaiono soli o in rapporto dinamico con il cavaliere, colorati e arricchiti di dettagli a seconda della funzione che l'immagine doveva evocare e rendere viva.
Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni che corrispondono a diversi ambiti tematici: dalla guerra, al commercio, allo svago, fino all'evoluzione delle forme sociali tra gli Han e i Tang. Molti sono gli aspetti di storia e di civiltà che si intrecciano in questo itinerario: a partire dalla fine del IV secolo a.C. l'adozione della cavalleria fu fondamento per la costituzione dell'Impero; l’apertura della cosiddetta "Via della Seta" sotto la dinastia Han ebbe tra i suoi motori principali la ricerca nelle regioni occidentali di cavalli più grandi e più potenti.
Cavalli Celesti.
Raffigurazioni equestri nella Cina antica
MAO - Museo di Arte Orientale
Via San Domenico, 11 - Torino
21 novembre 2014 - 22 febbraio 2015
Infoline: (+39) 011.4436927
Website: www.maotorino.it
I cavalli sono stati un simbolo di status sociale forte per l'élite cinese di ogni epoca e uno dei soggetti più rappresentati nell'arte della Cina imperiale. Emblemi di nobiltà, eleganza, velocità e potenza, si sono arricchiti nel corso del tempo di valenze soprannaturali ammantate di resoconti leggendari.
Attraverso quarantacinque opere provenienti dalle collezioni del museo e da una collezione privata torinese, la mostra approfondisce l'importanza della figura del cavallo nell'arte e nella cultura della Cina antica mediante elementi arcaici di bardature e di carri (XI sec. a.C. - II sec. d.C.), raffigurazioni bidimensionali (II sec. a.C. - I sec. d.C.) e soprattutto spettacolari statuine funerarie a tutto tondo dalla dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.) alla dinastia Tang (618-907 d.C.). Si tratta in gran parte di sculture in terracotta dipinta e invetriata, dove i cavalli appaiono soli o in rapporto dinamico con il cavaliere, colorati e arricchiti di dettagli a seconda della funzione che l'immagine doveva evocare e rendere viva.
Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni che corrispondono a diversi ambiti tematici: dalla guerra, al commercio, allo svago, fino all'evoluzione delle forme sociali tra gli Han e i Tang. Molti sono gli aspetti di storia e di civiltà che si intrecciano in questo itinerario: a partire dalla fine del IV secolo a.C. l'adozione della cavalleria fu fondamento per la costituzione dell'Impero; l’apertura della cosiddetta "Via della Seta" sotto la dinastia Han ebbe tra i suoi motori principali la ricerca nelle regioni occidentali di cavalli più grandi e più potenti.
Cavalli Celesti.
Raffigurazioni equestri nella Cina antica
MAO - Museo di Arte Orientale
Via San Domenico, 11 - Torino
21 novembre 2014 - 22 febbraio 2015
Infoline: (+39) 011.4436927
Website: www.maotorino.it
giovedì 1 gennaio 2015
Avanguardia Russa da Malevič a Rodčenko. Capolavori dalla collezione Costakis
A Torino dal 3 ottobre 2014 al 15 febbraio 2015, nel centralissimo Palazzo Chiablese, la mostra Avanguardia Russa da Malevič a Rodčenko. Capolavori dalla collezione Costakis presenta un nucleo fondamentale dell'eccezionale collezione d'Avanguardia russa di George Costaki, per la prima volta in Italia dal Museo Statale d'Arte Contemporanea di Salonicco.
La mostra racconta l'arte sperimentale russa del primo Novecento e la storia dell'uomo che l'ha salvata, sfidando i divieti e gli ostracismi del regime stalinista. Nella Mosca degli anni immediatamente seguenti la Seconda Guerra Mondiale, George Costaki decise di raccogliere metodicamente testimonianze dell'arte sperimentale russa d'inizio secolo, salvando dalla distruzione e dall'oblio questa componente vitale della cultura del Novecento.
Con circa trecento opere esposte - tra cui dipinti, guaches e acquarelli, lavori d'arte applicata, documenti e un nucleo di un centinaio di disegni sull'architettura costruttivista - la mostra si propone come una vera e propria esposizione enciclopedica dell'Avanguardia russa, rappresentativa di tutti i principali movimenti del tempo (dal Nuovo impressionismo e simbolismo al Cubo futurismo, dal Suprematismo al Cosmismo), ricca dei capolavori dei maggiori artisti di quegli anni tra cui il Ritratto di Malevich del 1910, Donna in Viaggio della Popova, in cui le istanze del cubismo francese s'intersecano con gli elementi del futurismo italiano e - tra i tanti - Ritmo espressivo del 1943-1944 di Rodčenko, opera che con gocce e schizzi di colore crea una sorta di ritmo e di moto in un equilibrio compositivo "calcolato", che spinge a un inevitabile confronto con l'espressionismo astratto e l'action painting.
Un'immersione totale - curata da Maria Tsantsanoglou e Angeliki Charistou - per comprendere i cambiamenti radicali e rivoluzionari di quello che è stato definito da Camilla Gray "il grande esperimento" dell'arte del XX secolo.
Avanguardia Russa da Malevič a Rodčenko.
Capolavori dalla collezione Costakis
Spazio Mostre Polo Reale
Palazzo Chiablese, Piazzetta Reale - Torino
3 ottobre 2014 - 15 febbraio 2015
Infoline: (+39) 011.5790095
Website: www.mostracostakis.it
La mostra racconta l'arte sperimentale russa del primo Novecento e la storia dell'uomo che l'ha salvata, sfidando i divieti e gli ostracismi del regime stalinista. Nella Mosca degli anni immediatamente seguenti la Seconda Guerra Mondiale, George Costaki decise di raccogliere metodicamente testimonianze dell'arte sperimentale russa d'inizio secolo, salvando dalla distruzione e dall'oblio questa componente vitale della cultura del Novecento.
Con circa trecento opere esposte - tra cui dipinti, guaches e acquarelli, lavori d'arte applicata, documenti e un nucleo di un centinaio di disegni sull'architettura costruttivista - la mostra si propone come una vera e propria esposizione enciclopedica dell'Avanguardia russa, rappresentativa di tutti i principali movimenti del tempo (dal Nuovo impressionismo e simbolismo al Cubo futurismo, dal Suprematismo al Cosmismo), ricca dei capolavori dei maggiori artisti di quegli anni tra cui il Ritratto di Malevich del 1910, Donna in Viaggio della Popova, in cui le istanze del cubismo francese s'intersecano con gli elementi del futurismo italiano e - tra i tanti - Ritmo espressivo del 1943-1944 di Rodčenko, opera che con gocce e schizzi di colore crea una sorta di ritmo e di moto in un equilibrio compositivo "calcolato", che spinge a un inevitabile confronto con l'espressionismo astratto e l'action painting.
Un'immersione totale - curata da Maria Tsantsanoglou e Angeliki Charistou - per comprendere i cambiamenti radicali e rivoluzionari di quello che è stato definito da Camilla Gray "il grande esperimento" dell'arte del XX secolo.
Avanguardia Russa da Malevič a Rodčenko.
Capolavori dalla collezione Costakis
Spazio Mostre Polo Reale
Palazzo Chiablese, Piazzetta Reale - Torino
3 ottobre 2014 - 15 febbraio 2015
Infoline: (+39) 011.5790095
Website: www.mostracostakis.it
giovedì 17 febbraio 2011
Regina Margherita. Il mito della modernità nella Napoli postunitaria
Dal 17 marzo al 17 luglio 2011, in occasione delle Celebrazioni per i 150° dell'Unità d'Italia, Napoli apre al pubblico le sale auliche di Palazzo Reale, presentate in un inedito percorso storico e multimediale, con la prima nazionale della mostra Regina Margherita. Il mito della modernità nella Napoli postunitaria.
La mostra vuole raccontare, attraverso le vicende che videro protagonista la futura prima Regina d'Italia, Margherita di Savoia, la storia di una terra e di un popolo che, con le proprie energie di ingegno, di spirito, economiche, di sangue e di cuore, sostenne pienamente e da protagonista i primi passi dell'unità nazionale.
La Regina verrà qui raccontata non solo negli aspetti della sua vita, ma anche come simbolo di un'Italia che cambia nel nome della modernità e del progresso, di cui Margherita diventerà icona popolare. Saranno ripercorse le tappe fondamentali della sua vita che raccontano, al contempo, la storia di una nazione: dal matrimonio con Umberto e il suo ruolo nell'acquisizione del consenso della monarchia, alla nascita del figlio Vittorio Emanuele III, dall'attentato di Passanante e dalle crisi di un paese in rapida unificazione, allo svilupparsi del gusto "margherita" nella moda e nella società, dal mecenatismo culturale nelle arti al forte interesse per le questioni sociali femminili e per l'alfabetizzazione.
Il percorso espositivo seguirà le tracce personali e private della vita di Margherita di Savoia attraverso l'esposizione di quadri, oggetti, abiti, documenti, gioielli. Un apparato di installazioni multimediali, fotografie e filmati storici traccerà un percorso popolare sulle tematiche storiche della mostra offrendo una lettura trasversale alle tematiche trattate. Particolare attenzione verrà, infine, posta all'individuazione di quegli aspetti che influirono sulla vita di Napoli, dall'urbanistica, alla moda, dal sociale, alla vita di tutti giorni. È la visione della "Napoli che cambia", raccontata attraverso le litografie, caricature e le foto d'epoca provenienti dalle raccolte della Biblioteca Nazionale napoletana.
Nel segno di una nuova forma di sinergia economica e culturale tra le Regioni, la mostra si sposterà successivamente nella Villa Reale di Monza per poi concludersi a Torino.
Regina margherita.
Il mito della modernità nella Napoli postunitaria
Palazzo Reale di Napoli
Piazza del Plebiscito, 1 - Napoli
17 marzo - 17 luglio 2011
Infoline: (+39) 02.29010404
Website: www.fondazionednart.it
La mostra vuole raccontare, attraverso le vicende che videro protagonista la futura prima Regina d'Italia, Margherita di Savoia, la storia di una terra e di un popolo che, con le proprie energie di ingegno, di spirito, economiche, di sangue e di cuore, sostenne pienamente e da protagonista i primi passi dell'unità nazionale.
La Regina verrà qui raccontata non solo negli aspetti della sua vita, ma anche come simbolo di un'Italia che cambia nel nome della modernità e del progresso, di cui Margherita diventerà icona popolare. Saranno ripercorse le tappe fondamentali della sua vita che raccontano, al contempo, la storia di una nazione: dal matrimonio con Umberto e il suo ruolo nell'acquisizione del consenso della monarchia, alla nascita del figlio Vittorio Emanuele III, dall'attentato di Passanante e dalle crisi di un paese in rapida unificazione, allo svilupparsi del gusto "margherita" nella moda e nella società, dal mecenatismo culturale nelle arti al forte interesse per le questioni sociali femminili e per l'alfabetizzazione.
Il percorso espositivo seguirà le tracce personali e private della vita di Margherita di Savoia attraverso l'esposizione di quadri, oggetti, abiti, documenti, gioielli. Un apparato di installazioni multimediali, fotografie e filmati storici traccerà un percorso popolare sulle tematiche storiche della mostra offrendo una lettura trasversale alle tematiche trattate. Particolare attenzione verrà, infine, posta all'individuazione di quegli aspetti che influirono sulla vita di Napoli, dall'urbanistica, alla moda, dal sociale, alla vita di tutti giorni. È la visione della "Napoli che cambia", raccontata attraverso le litografie, caricature e le foto d'epoca provenienti dalle raccolte della Biblioteca Nazionale napoletana.
Nel segno di una nuova forma di sinergia economica e culturale tra le Regioni, la mostra si sposterà successivamente nella Villa Reale di Monza per poi concludersi a Torino.
Regina margherita.
Il mito della modernità nella Napoli postunitaria
Palazzo Reale di Napoli
Piazza del Plebiscito, 1 - Napoli
17 marzo - 17 luglio 2011
Infoline: (+39) 02.29010404
Website: www.fondazionednart.it
martedì 15 febbraio 2011
Tra il dire e il fare. Unità d'Italia e unificazione europea: cantieri aperti
Dal 28 gennaio al 16 aprile le sale dell'Archivio di Stato di Torino ospitano, nell'ambito delle manifestazioni per il 150° dell'Unità d'Italia, la mostra Tra il dire e il fare. Unità d'Italia e unificazione europea: cantieri aperti.
La mostra ripercorre la straordinaria avventura che è stata l'unificazione italiana, in parallelo con il processo di costruzione dell'Unione europea. Preziosi documenti originali, dialoghi e personaggi storici illustrano le idee politiche, le strategie diplomatiche, le spinte economiche, i disagi e le rivendicazioni sociali, i progressi tecnologici e il potenziamento delle infrastrutture, il costo delle guerre e le grandi migrazioni cercando di mostrare come l'apparente determinismo delle vicende storiche celi in realtà continue scelte in cui gioca fortemente la responsabilità umana. L'analisi delle scelte operate in passato non interessa tanto al fine di emettere giudizi, ma allo scopo di comprendere i condizionamenti accumulati nel faticoso cammino percorso e le prospettive che ora si aprono.
In ognuna delle sette sale della mostra viene trattato un tema specifico (come l'economia, la cultura e l'istruzione o i diritti civili) sia per l'Italia del secondo Ottocento, che per l'Europa del secondo Novecento. La parte sull'Unità d'Italia è illustrata a partire da documenti storici originali (tra cui lo Statuto Albertino e l'atto ufficiale del 17 marzo 1861 con cui Vittorio Emanuele divenne il primo re d'Italia), mentre quella sull'Europa è basata su vivaci ricostruzioni grafiche, riproduzioni di cartografia tematica e ingrandimenti di fotografie.
Attraverso una prospettiva che intende essere imparziale, anche facendo emergere diverse interpretazioni dello stesso fatto, la mostra si propone come un'emozionante avventura intellettuale ed un'appassionante occasione di riflessione su temi di alto valore civile.
Tra il dire e il fare.
Unità d’Italia e unificazione europea: cantieri aperti
Archivio di Stato di Torino
Piazza Castello, 209 - Torino
28 gennaio - 16 aprile 2011
Infoline: (+39) 011.540382
Website: www.archiviodistatotorino.it
La mostra ripercorre la straordinaria avventura che è stata l'unificazione italiana, in parallelo con il processo di costruzione dell'Unione europea. Preziosi documenti originali, dialoghi e personaggi storici illustrano le idee politiche, le strategie diplomatiche, le spinte economiche, i disagi e le rivendicazioni sociali, i progressi tecnologici e il potenziamento delle infrastrutture, il costo delle guerre e le grandi migrazioni cercando di mostrare come l'apparente determinismo delle vicende storiche celi in realtà continue scelte in cui gioca fortemente la responsabilità umana. L'analisi delle scelte operate in passato non interessa tanto al fine di emettere giudizi, ma allo scopo di comprendere i condizionamenti accumulati nel faticoso cammino percorso e le prospettive che ora si aprono.
In ognuna delle sette sale della mostra viene trattato un tema specifico (come l'economia, la cultura e l'istruzione o i diritti civili) sia per l'Italia del secondo Ottocento, che per l'Europa del secondo Novecento. La parte sull'Unità d'Italia è illustrata a partire da documenti storici originali (tra cui lo Statuto Albertino e l'atto ufficiale del 17 marzo 1861 con cui Vittorio Emanuele divenne il primo re d'Italia), mentre quella sull'Europa è basata su vivaci ricostruzioni grafiche, riproduzioni di cartografia tematica e ingrandimenti di fotografie.
Attraverso una prospettiva che intende essere imparziale, anche facendo emergere diverse interpretazioni dello stesso fatto, la mostra si propone come un'emozionante avventura intellettuale ed un'appassionante occasione di riflessione su temi di alto valore civile.
Tra il dire e il fare.
Unità d’Italia e unificazione europea: cantieri aperti
Archivio di Stato di Torino
Piazza Castello, 209 - Torino
28 gennaio - 16 aprile 2011
Infoline: (+39) 011.540382
Website: www.archiviodistatotorino.it
sabato 4 dicembre 2010
Tesori in soffitta
Giocattoli della tradizione protagonisti in Valle d'Aosta: dal 6 dicembre 2010 al 27 marzo 2011 il Forte di Bard ospita, nelle sale delle Cannoniere, la mostra Tesori in soffitta. L'incanto dell’infanzia nei giocattoli di montagna.
L'esposizione, curata da Luigi Bossina e Adolfo Cravetto, è un omaggio al giocattolo di montagna e di conseguenza al mondo alpino fatto non solo di vette, di meditazioni nel silenzio, di dura quotidianità e di sport, ma anche di quel particolare rapporto con la montagna che l'adulto e il bambino raccontano e interpretano attraverso il giocattolo.
Il giocattolo ispirato al mondo alpino è il protagonista assoluto di una mostra che ha come obiettivo non solo quello di esporre una grande varietà di oggetti, ma anche di permettere ai nonni di rivivere e raccontare ai propri nipoti, i loro balocchi e, ai padri, di illustrare ai propri figli la loro giovinezza. Con giochi, semplici o complessi, all'aperto o al chiuso, i bambini creano momenti indimenticabili fissando l'emozione che ne deriva nei loro ricordi. Per questo motivo l'esposizione, con un'ambientazione scenografica di particolare effetto, vuole essere soprattutto uno specchio della memoria di come si giocava alla montagna in un periodo temporale che va dai primi anni del Novecento ai giorni nostri.
La mostra si sviluppa in sette sale, cinque delle quali offrono al pubblico un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo tra giocattoli d'epoca che hanno segnato l'infanzia di intere generazioni. In tutto, più di mille giocattoli, che riconsegnano alla memoria collettiva, un patrimonio di grande valore affettivo legato ad un passato ormai lontano, ma che è parte integrante della storia personale dei nostri nonni e dei nostri genitori.
Una sala è invece dedicata alla celeberrima gara automobilistica Aosta Gran San Bernardo che si disputò nel 1920 e che fu la cronoscalata più lunga e più alta d'Europa. Il tema del giocattolo in montagna e della neve richiamano inevitabilmente al mondo del turismo e delle vacanze. In mostra anche una preziosa serie di manifesti pubblicitari realizzati in Valle d'Aosta nella prima
metà del Novecento, che testimoniano con la loro grafica e i differenti stili, l'evolvere del gusto e del costume.
Tesori in soffitta
L'incanto dell’infanzia nei giocattoli di montagna
Forte di Bard
Bard - Valle d'Aosta
6 dicembre 2010 - 27 marzo 2011
Infoline: (+39) 0125.833811
Website: www.fortedibard.it
L'esposizione, curata da Luigi Bossina e Adolfo Cravetto, è un omaggio al giocattolo di montagna e di conseguenza al mondo alpino fatto non solo di vette, di meditazioni nel silenzio, di dura quotidianità e di sport, ma anche di quel particolare rapporto con la montagna che l'adulto e il bambino raccontano e interpretano attraverso il giocattolo.
Il giocattolo ispirato al mondo alpino è il protagonista assoluto di una mostra che ha come obiettivo non solo quello di esporre una grande varietà di oggetti, ma anche di permettere ai nonni di rivivere e raccontare ai propri nipoti, i loro balocchi e, ai padri, di illustrare ai propri figli la loro giovinezza. Con giochi, semplici o complessi, all'aperto o al chiuso, i bambini creano momenti indimenticabili fissando l'emozione che ne deriva nei loro ricordi. Per questo motivo l'esposizione, con un'ambientazione scenografica di particolare effetto, vuole essere soprattutto uno specchio della memoria di come si giocava alla montagna in un periodo temporale che va dai primi anni del Novecento ai giorni nostri.
La mostra si sviluppa in sette sale, cinque delle quali offrono al pubblico un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo tra giocattoli d'epoca che hanno segnato l'infanzia di intere generazioni. In tutto, più di mille giocattoli, che riconsegnano alla memoria collettiva, un patrimonio di grande valore affettivo legato ad un passato ormai lontano, ma che è parte integrante della storia personale dei nostri nonni e dei nostri genitori.
Una sala è invece dedicata alla celeberrima gara automobilistica Aosta Gran San Bernardo che si disputò nel 1920 e che fu la cronoscalata più lunga e più alta d'Europa. Il tema del giocattolo in montagna e della neve richiamano inevitabilmente al mondo del turismo e delle vacanze. In mostra anche una preziosa serie di manifesti pubblicitari realizzati in Valle d'Aosta nella prima
metà del Novecento, che testimoniano con la loro grafica e i differenti stili, l'evolvere del gusto e del costume.
Tesori in soffitta
L'incanto dell’infanzia nei giocattoli di montagna
Forte di Bard
Bard - Valle d'Aosta
6 dicembre 2010 - 27 marzo 2011
Infoline: (+39) 0125.833811
Website: www.fortedibard.it
sabato 13 novembre 2010
Protagonisti del Risorgimento
Dal 20 novembre al 5 dicembre l'Archivio di Stato di Torino racconta il Risorgimento italiano attraverso la mostra Protagonisti del Risorgimento. Cimeli, oggetti e documenti dalle Dimore Storiche del Piemonte.
Raccontare il Risorgimento italiano attraverso alcuni suoi protagonisti: uomini che hanno contribuito a realizzare l'Unità d’Italia. Nell'imminenza delle celebrazioni per il 150° anno dell'Unità italiana, gli aspetti inediti dell'avventura risorgimentale vengono evocati con un racconto fatto di storie umane e tesori nascosti: attraverso oltre 150 tra oggetti, documenti, cimeli e testimonianze emerge una trama inedita del Risorgimento italiano, le tante anime segrete di un grande racconto politico e spirituale.
La mostra racconta come il Risorgimento - al di là di idee e concetti politici e sociali - sia stato innanzitutto il prodotto dell'azione di uomini, come tutti gli eventi della storia. Uomini che hanno sognato, pensato, realizzato l'Unità d'Italia, combattendo e versando il sangue per un ideale, un grande obiettivo politico e, prima di tutto, spirituale. In tale quadro viene presentato il ruolo dei piemontesi in questo processo. Gli oggetti, i cimeli, i documenti da loro posseduti e conservati nelle Dimore Storiche mettono sotto la lente della storia, tra pieghe della politica, tutti i contrasti e i moti dell'animo.
Le cinque sezioni della mostra scandiscono personaggi e oggetti, che si susseguono secondo le date salienti del Risorgimento (1821 - 1848 - 1855 - 1859/1861 - 1870). La storia istituzionale e diplomatica, la "grande storia" è collegata alle persone che ne sono state testimoni e protagoniste, da Santorre Santarosa a Massimo d'Azeglio, da Camillo Cavour a Alfonso La Marmora a Vittorio Emanuele II, colti nel momento in cui sono stati protagonisti del loro tempo. Non mancano ricordi di Silvio Pellico, Vincenzo Gioberti, Giuseppe Garibaldi e dei tanti rimasti anonimi.
Testimonianze di un'attenta opera di salvaguardia e manutenzione dei beni storici privati, del paesaggio italiano e nello specifico piemontese, le opere esposte provengono dalle collezioni di 45 Dimore Storiche piemontesi e vengono per la prima volta mostrate al pubblico.
Protagonisti del Risorgimento
Cimeli, oggetti e documenti dalle Dimore Storiche del Piemonte
Archivio di Stato di Torino
Piazza Castello, 209 - Torino
20 novembre - 5 dicembre 2010
Infoline: (+39) 011.540382
Website: www.archiviodistatotorino.it
Raccontare il Risorgimento italiano attraverso alcuni suoi protagonisti: uomini che hanno contribuito a realizzare l'Unità d’Italia. Nell'imminenza delle celebrazioni per il 150° anno dell'Unità italiana, gli aspetti inediti dell'avventura risorgimentale vengono evocati con un racconto fatto di storie umane e tesori nascosti: attraverso oltre 150 tra oggetti, documenti, cimeli e testimonianze emerge una trama inedita del Risorgimento italiano, le tante anime segrete di un grande racconto politico e spirituale.
La mostra racconta come il Risorgimento - al di là di idee e concetti politici e sociali - sia stato innanzitutto il prodotto dell'azione di uomini, come tutti gli eventi della storia. Uomini che hanno sognato, pensato, realizzato l'Unità d'Italia, combattendo e versando il sangue per un ideale, un grande obiettivo politico e, prima di tutto, spirituale. In tale quadro viene presentato il ruolo dei piemontesi in questo processo. Gli oggetti, i cimeli, i documenti da loro posseduti e conservati nelle Dimore Storiche mettono sotto la lente della storia, tra pieghe della politica, tutti i contrasti e i moti dell'animo.
Le cinque sezioni della mostra scandiscono personaggi e oggetti, che si susseguono secondo le date salienti del Risorgimento (1821 - 1848 - 1855 - 1859/1861 - 1870). La storia istituzionale e diplomatica, la "grande storia" è collegata alle persone che ne sono state testimoni e protagoniste, da Santorre Santarosa a Massimo d'Azeglio, da Camillo Cavour a Alfonso La Marmora a Vittorio Emanuele II, colti nel momento in cui sono stati protagonisti del loro tempo. Non mancano ricordi di Silvio Pellico, Vincenzo Gioberti, Giuseppe Garibaldi e dei tanti rimasti anonimi.
Testimonianze di un'attenta opera di salvaguardia e manutenzione dei beni storici privati, del paesaggio italiano e nello specifico piemontese, le opere esposte provengono dalle collezioni di 45 Dimore Storiche piemontesi e vengono per la prima volta mostrate al pubblico.
Protagonisti del Risorgimento
Cimeli, oggetti e documenti dalle Dimore Storiche del Piemonte
Archivio di Stato di Torino
Piazza Castello, 209 - Torino
20 novembre - 5 dicembre 2010
Infoline: (+39) 011.540382
Website: www.archiviodistatotorino.it
giovedì 11 novembre 2010
Vittorio Emanuele II. Il Re galantuomo
La mostra, in occasione delle Celebrazioni per i 150° dell’Unità d'Italia, si propone come un percorso della memoria in un momento storico fondamentale per il nostro Paese, attraverso l'esplorazione della vita e delle vicende del principale protagonista del Risorgimento, nella sfera pubblica, come nella dimensione privata, approfondendo le caratteristiche personali, gli aspetti caratteriali, le reazioni emotive, i rapporti.
Il profilo di Vittorio Emanuele II viene tracciato ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita, dall'infanzia al matrimonio con Maria Adelaide, al rapporto con i figli, alle passioni per il cibo e per la caccia, per arrivare a porre l'attenzione sui rapporti istituzionali, politici e militari del Sovrano nella scena europea.
Il percorso espositivo si sviluppa in tre sedi: Castello di Racconigi, Palazzo Reale di Torino e Palazzo Chiablese.
Nel Castello di Racconigi, nelle sale auliche del primo e secondo piano, attraverso gli arredi e i ricordi, viene narrato il periodo di vita di Vittorio che va dall'adolescenza all'ascesa al trono di Sardegna, ponendo particolare attenzione alle figure che ne segnarono l'infanzia, come quella ingombrante del padre Carlo Alberto e del fratello Ferdinando. Vengono ricordati, inoltre, episodi salienti della prima parte della sua vita come il matrimonio con Maria Adelaide, che venne festeggiato proprio in queste sale.
Nel Palazzo Reale, nelle sale auliche e di rappresentanza del primo piano, vengono narrati gli episodi salienti della storia risorgimentale a partire dalla dominazione napoleonica, periodo da cui ebbero inizio le aspirazioni unitarie e i principi libertari. Il percorso espositivo mette in evidenza le figure portanti della storia unitaria: i ministri del Regno di Sardegna (D'Azeglio, Cavour e Rattazzi), gli eroi (Garibaldi) e i regnanti delle corti europee (Napoleone III, Francesco Giuseppe, Pio IX). Nella sala da ballo vengono esposti gli abiti di scena del Nabucco di Giuseppe Verdi della collezione La Scala di Milano, sulle note del suo celebre coro. Nel II piano nobile, all'interno degli stessi appartamenti che furono del sovrano, si snoda un percorso più intimo e privato rivolto alla scoperta dell'uomo Vittorio. Partendo dalla camera da letto della Regina Maria Adelaide, una serie di stanze successive raccontano al visitatore il gusto femminile dell’epoca con l’esposizione di abiti, oggetti personali e gioielli. Le stanze del sovrano (lo studio e la camera da letto per l'occasione restaurata) raccontano gli aspetti privati e personali, come la sua passione per i sigari, il biliardo, la caccia e la guerra. Nella parte finale del percorso vengono tracciati i ritratti degli amatissimi figli e delle loro vite.
Palazzo Chiabese ospita, invece, la sezione sulle guerre d'indipendenza italiana. Vengono presentati i diorami delle più importanti battaglie, uniti all'esposizione di armi, armature, documenti e dipinti.
Le oltre 100 opere esposte si integrano perfettamente con i materiali, gli arredi e gli oggetti già presenti nei percorsi espositivi . Da segnalare l'eccezionalità della presenza dello Statuto Albertino, dell'unica divisa militare indossata da Vittorio Emanuele II nella celebre battaglia di Solferino, oltre all'originale del Trattato di Vienna ed il Registro originale dei partecipanti allo sbarco dei Mille.
Vittorio Emanuele II. Il Re galantuomo
Palazzo Reale di Torino
Piazzetta Reale - Torino
2 ottobre 2010 - 6 marzo 2011
Infoline: (+39) 011.4369213
Website: www.fondazionednart.it
Il profilo di Vittorio Emanuele II viene tracciato ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita, dall'infanzia al matrimonio con Maria Adelaide, al rapporto con i figli, alle passioni per il cibo e per la caccia, per arrivare a porre l'attenzione sui rapporti istituzionali, politici e militari del Sovrano nella scena europea.
Il percorso espositivo si sviluppa in tre sedi: Castello di Racconigi, Palazzo Reale di Torino e Palazzo Chiablese.
Nel Castello di Racconigi, nelle sale auliche del primo e secondo piano, attraverso gli arredi e i ricordi, viene narrato il periodo di vita di Vittorio che va dall'adolescenza all'ascesa al trono di Sardegna, ponendo particolare attenzione alle figure che ne segnarono l'infanzia, come quella ingombrante del padre Carlo Alberto e del fratello Ferdinando. Vengono ricordati, inoltre, episodi salienti della prima parte della sua vita come il matrimonio con Maria Adelaide, che venne festeggiato proprio in queste sale.
Nel Palazzo Reale, nelle sale auliche e di rappresentanza del primo piano, vengono narrati gli episodi salienti della storia risorgimentale a partire dalla dominazione napoleonica, periodo da cui ebbero inizio le aspirazioni unitarie e i principi libertari. Il percorso espositivo mette in evidenza le figure portanti della storia unitaria: i ministri del Regno di Sardegna (D'Azeglio, Cavour e Rattazzi), gli eroi (Garibaldi) e i regnanti delle corti europee (Napoleone III, Francesco Giuseppe, Pio IX). Nella sala da ballo vengono esposti gli abiti di scena del Nabucco di Giuseppe Verdi della collezione La Scala di Milano, sulle note del suo celebre coro. Nel II piano nobile, all'interno degli stessi appartamenti che furono del sovrano, si snoda un percorso più intimo e privato rivolto alla scoperta dell'uomo Vittorio. Partendo dalla camera da letto della Regina Maria Adelaide, una serie di stanze successive raccontano al visitatore il gusto femminile dell’epoca con l’esposizione di abiti, oggetti personali e gioielli. Le stanze del sovrano (lo studio e la camera da letto per l'occasione restaurata) raccontano gli aspetti privati e personali, come la sua passione per i sigari, il biliardo, la caccia e la guerra. Nella parte finale del percorso vengono tracciati i ritratti degli amatissimi figli e delle loro vite.
Palazzo Chiabese ospita, invece, la sezione sulle guerre d'indipendenza italiana. Vengono presentati i diorami delle più importanti battaglie, uniti all'esposizione di armi, armature, documenti e dipinti.
Le oltre 100 opere esposte si integrano perfettamente con i materiali, gli arredi e gli oggetti già presenti nei percorsi espositivi . Da segnalare l'eccezionalità della presenza dello Statuto Albertino, dell'unica divisa militare indossata da Vittorio Emanuele II nella celebre battaglia di Solferino, oltre all'originale del Trattato di Vienna ed il Registro originale dei partecipanti allo sbarco dei Mille.
Vittorio Emanuele II. Il Re galantuomo
Palazzo Reale di Torino
Piazzetta Reale - Torino
2 ottobre 2010 - 6 marzo 2011
Infoline: (+39) 011.4369213
Website: www.fondazionednart.it
domenica 7 novembre 2010
China Power Station
Dopo Oslo, Londra e Lussemburgo, il 7 novembre approda a Torino la mostra China Power Station. Arte contemporanea cinese dalla collezione Astrup Fearnley con nuove opere e un nuovo allestimento all'interno della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. L'esposizione, curata da Julia Peyton Jones, Gunnar B. Kvaran e Hans Ulrich Obrist, presenta l'esplosione creativa dell'arte contemporanea cinese.
L'indagine sul collezionismo porta a Torino un nuovo tipo di mecenatismo quello della collezione Astrup Fearnley: che produce interamente una mostra come China Power Station e poi decide di acquistarla e farla diventare così parte della sua collezione permanente che ha sede nel museo Astrup Fearnley Museum of Modern Art a Oslo, in Norvegia.
In mostra le opere di una generazione di artisti d'avanguardia come Cai Guo-Qiang e Huang Yong Ping, insieme con la nuova generazione di artisti post Mao nati tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80, tra cui Cao Fei, Liu Wei, Yang Fudong, Sun Xun, Zhang Ding. Molte delle opere, create fra il 2005 e il 2007, testimoniano la creatività di coloro che oggi stanno aprendo nuovi territori per l'arte contemporanea cinese e internazionale.
Installazioni, film, sculture, fotografie, grafica al computer e pittura le cui diverse tematiche narrano di soggetti di valenza universale come politica e potere, realtà e aleatorietà dell'identità, storia, memoria e nostalgia. Altre opere, invece, si rifanno a nozioni più astratte come il tempo, l'imponderabilità, il caso e l'illusione.
China Power Station
Arte contemporanea cinese dalla collezione Astrup Fearnley
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
Via Nizza, 230 - Torino
7 novembre 2010- 27 febbraio 2011
PROROGATA AL 27 MARZO 2011
Infoline: (+39) 011.0062713
Website: www.pinacoteca-agnelli.it
L'indagine sul collezionismo porta a Torino un nuovo tipo di mecenatismo quello della collezione Astrup Fearnley: che produce interamente una mostra come China Power Station e poi decide di acquistarla e farla diventare così parte della sua collezione permanente che ha sede nel museo Astrup Fearnley Museum of Modern Art a Oslo, in Norvegia.
In mostra le opere di una generazione di artisti d'avanguardia come Cai Guo-Qiang e Huang Yong Ping, insieme con la nuova generazione di artisti post Mao nati tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80, tra cui Cao Fei, Liu Wei, Yang Fudong, Sun Xun, Zhang Ding. Molte delle opere, create fra il 2005 e il 2007, testimoniano la creatività di coloro che oggi stanno aprendo nuovi territori per l'arte contemporanea cinese e internazionale.
Installazioni, film, sculture, fotografie, grafica al computer e pittura le cui diverse tematiche narrano di soggetti di valenza universale come politica e potere, realtà e aleatorietà dell'identità, storia, memoria e nostalgia. Altre opere, invece, si rifanno a nozioni più astratte come il tempo, l'imponderabilità, il caso e l'illusione.
China Power Station
Arte contemporanea cinese dalla collezione Astrup Fearnley
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
Via Nizza, 230 - Torino
7 novembre 2010- 27 febbraio 2011
PROROGATA AL 27 MARZO 2011
Infoline: (+39) 011.0062713
Website: www.pinacoteca-agnelli.it
mercoledì 3 novembre 2010
ManifestaZOOne 2010
Tra centinaia di tabelloni pubblicitari, appariranno a giorni alcuni manifesti insoliti e inattesi, offerti alla visione distratta dei passanti. Una Marylin senza volto, il tavolo d'ufficio di un Superman che viaggia con la ventiquattrore, una gigantografia della scritta del gratta e vinci, anch'essa parzialmente grattata via. Scherzi di qualche fanatico appassionato di mitologie trascorse o in cerca del warholiano quarto d'ora di gloria? Non esattamente. Si tratta dei manifesti vincitori del concorso per manifesti urbani d'arte ManifestaZOOne 2010, ad opera di Bruno Depetris, Officine Marcovaldo e del duo artistico Ricciardo & Nienkemper, visibili a Cuneo dall'8 al 21 novembre e a Mondovì dal 17 al 26 novembre.
Forse qualcuno li riconoscerà, in quanto esposti in anteprima a luglio presso i Giardini Fresia di Cuneo, in occasione dell'inaugurazione della rassegna d'arte contemporanea ZOOart. Forse qualcuno si fermerà a riflettere davanti a queste immagini, grazie appunto alla loro bizzarra intrusione nel mondo pubblicitario. Forse sarà attirato per un attimo dal pensiero di quanto possa essere effimera la natura di immagini, personaggi, miti e eroi che ci circondano. I manifesti in questione avranno allora lasciato una traccia di "realtà migliorata" all'interno dello spazio pubblico. I loro autori, declinando il tema del concorso "last minute Hero", riferimento all'eroe in saldo, mediatizzato e tristemente scontato, avranno aperto una breccia all’interno della monologica comunicazione commerciale. Attraverso icone popolari e declinazioni sarcastiche, avranno introdotto nelle strade degli spunti di riflessione sul triste statuto dell’eroe contemporaneo, figura abbordabile e rapidamente mitizzabile.
Questa è l'intento di ManifestaZOOne, concorso organizzato dall'associazione Art.ur in collegamento con la rassegna internazionale di letteratura Scrittorincittà, quest'anno centrata sul tema "Idoli", che avrà luogo a Cuneo dal 18 al 21 novembre. I manifesti vincitori del concorso saranno affissi in formato 6 metri x 3 negli spazi della pubblica affissione cuneesi dall'8 al 21 novembre. Gli stessi saranno visibili durante Scrittorincittà presso gli spazi della Provincia, in corso Nizza 21 e a Mondovì dal 17 al 26 novembre. In occasione della rassegna letteraria saranno gratuitamente distribuiti i cataloghi, che raccoglieranno non solo i manifesti vincitori, ma anche altri sette lavori creati da artisti e grafici appositamente per il concorso e selezionati dalla giuria in collaborazione con lo IED di Torino. Sempre nei giorni dal 18 al 21, verrà allestito in prossimità dello spazio della Provincia un desk informativo sull'evento, all'interno del quale verrà presentato il video realizzato da Paolo Ansaldi e Oliver Migliore in forma di ironica rielaborazione del percorso di ManifestaZOOne.
L'evento è inserito all’interno di Contemporary Art Torino Piemonte, piattaforma che raccoglie le principali iniziative organizzate dalle più importanti istituzioni d'arte contemporanea regionali.
ManifestaZOOne 2010
Manifesti pubblica affissione
Vie della città - Cuneo
Vie della città - Mondovì
8 - 21 novembre 2010
Infoline: (+39) 339.6908997
Website: www.zooart.it
Forse qualcuno li riconoscerà, in quanto esposti in anteprima a luglio presso i Giardini Fresia di Cuneo, in occasione dell'inaugurazione della rassegna d'arte contemporanea ZOOart. Forse qualcuno si fermerà a riflettere davanti a queste immagini, grazie appunto alla loro bizzarra intrusione nel mondo pubblicitario. Forse sarà attirato per un attimo dal pensiero di quanto possa essere effimera la natura di immagini, personaggi, miti e eroi che ci circondano. I manifesti in questione avranno allora lasciato una traccia di "realtà migliorata" all'interno dello spazio pubblico. I loro autori, declinando il tema del concorso "last minute Hero", riferimento all'eroe in saldo, mediatizzato e tristemente scontato, avranno aperto una breccia all’interno della monologica comunicazione commerciale. Attraverso icone popolari e declinazioni sarcastiche, avranno introdotto nelle strade degli spunti di riflessione sul triste statuto dell’eroe contemporaneo, figura abbordabile e rapidamente mitizzabile.
Questa è l'intento di ManifestaZOOne, concorso organizzato dall'associazione Art.ur in collegamento con la rassegna internazionale di letteratura Scrittorincittà, quest'anno centrata sul tema "Idoli", che avrà luogo a Cuneo dal 18 al 21 novembre. I manifesti vincitori del concorso saranno affissi in formato 6 metri x 3 negli spazi della pubblica affissione cuneesi dall'8 al 21 novembre. Gli stessi saranno visibili durante Scrittorincittà presso gli spazi della Provincia, in corso Nizza 21 e a Mondovì dal 17 al 26 novembre. In occasione della rassegna letteraria saranno gratuitamente distribuiti i cataloghi, che raccoglieranno non solo i manifesti vincitori, ma anche altri sette lavori creati da artisti e grafici appositamente per il concorso e selezionati dalla giuria in collaborazione con lo IED di Torino. Sempre nei giorni dal 18 al 21, verrà allestito in prossimità dello spazio della Provincia un desk informativo sull'evento, all'interno del quale verrà presentato il video realizzato da Paolo Ansaldi e Oliver Migliore in forma di ironica rielaborazione del percorso di ManifestaZOOne.
L'evento è inserito all’interno di Contemporary Art Torino Piemonte, piattaforma che raccoglie le principali iniziative organizzate dalle più importanti istituzioni d'arte contemporanea regionali.
ManifestaZOOne 2010
Manifesti pubblica affissione
Vie della città - Cuneo
Vie della città - Mondovì
8 - 21 novembre 2010
Infoline: (+39) 339.6908997
Website: www.zooart.it
martedì 2 novembre 2010
Luci d'Artista 2010
Torino, uno dei maggiori centri europei dell'arte contemporanea, si trasforma anche quest'anno in un museo a cielo aperto, grazie alla sorprendente interazione tra arte e paesaggio urbano attraverso l'impiego della luce.
Ventuno installazioni legate dal comune denominatore dell'utilizzo della luce artificiale, una "materia-non materia" dal fascino indiscutibile, dallo straordinario valore evocativo e comunicativo. Artisti di fama internazionale, molto diversi tra loro per generazione, frequentazioni culturali, orientamenti e nazionalità, uniti da questa grande esperienza.
Novità della presente edizione Tobias Rehberger rielabora con My noon una grande versione luminosa di un orologio digitale che scandisce il tempo che passa. Altre due le nuove opere: Cristallizzazione sospesa di Carlo Bernardini, Bwindi Light Masks di Richi Ferrero. In prestito dalla Città di Lione Ressort et Tortillons di Cie Leblanc.
Luci d'Artista apre la stagione dell'arte contemporanea il 3 novembre 2010 e si conclude il 16 gennaio 2011. Le opere di Daniel Buren, Marco Gastini, Rebecca Horn, Joseph Kosuth, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio verranno poi riaccese per illuminare la città in onore del 150° anniversario dell'Unità d'Italia dal 17 marzo fino alla fine di giugno 2011.
Gli artisti, le installazioni e i luoghi:
1) Carlo Bernardini - Cristallizzazione sospesa
cortile Palazzo Bertalazone - via san Franceso d'Assisi
2) Daniel Buren - Tappeto Volante
piazza Palazzo di Città
3) Francesco Casorati - Volo su…
via Garibaldi
4) Nicola De Maria - Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime
piazza San Carlo
5) Richi Ferrero - Bwindi Light Masks
cortile Palazzo Chiablese
6) Marco Gastini - L'energia che unisce si espande nel blu
Galleria Subalpina
7) Carmelo Giammello - Planetario
via Pietro Micca
8) Rebecca Horn - Piccoli Spiriti Blu
Monte dei Cappuccini
9) Joseph Kosuth - Doppio Passaggio (Torino)
Murazzi
10) Cie Leblanc - Ressorts et Tortillons
piazza Carlo Felice
11) Qingyum Ma - Neongraphy
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (via Modane)
12) Luigi Mainolfi - Luì e l'arte di andare nel bosco
via Lagrange
13) Mario Merz - Il volo dei numeri
Mole Antonelliana
14) Mario Molinari - Concerto di parole
Giardini Reali
15) Luigi Nervo - Vento solare
Piazzetta Mollino
16) Domenico Luca Pannoli - L'amore non fa rumore
via S. Francesco d'Assisi da via P. Micca a via Prati
17) Giulio Paolini - Palomar
via Po
18) Michelangelo Pistoletto - Amare le differenze
Porta Palazzo
19) Tobias Rehberger - My noon
piazza Castello
20) Luigi Stoisa - Noi
via Roma
21) Gilberto Zorio - Luce fontana ruota
Laghetto di Italia '61
Luci d'Artista 2010
Vie della città - Torino
3 novembre 2010 - 16 gennaio 2011
Infoline: (+39) 011.535181
Website: www.contemporarytorinopiemonte.it
Ventuno installazioni legate dal comune denominatore dell'utilizzo della luce artificiale, una "materia-non materia" dal fascino indiscutibile, dallo straordinario valore evocativo e comunicativo. Artisti di fama internazionale, molto diversi tra loro per generazione, frequentazioni culturali, orientamenti e nazionalità, uniti da questa grande esperienza.
Novità della presente edizione Tobias Rehberger rielabora con My noon una grande versione luminosa di un orologio digitale che scandisce il tempo che passa. Altre due le nuove opere: Cristallizzazione sospesa di Carlo Bernardini, Bwindi Light Masks di Richi Ferrero. In prestito dalla Città di Lione Ressort et Tortillons di Cie Leblanc.
Luci d'Artista apre la stagione dell'arte contemporanea il 3 novembre 2010 e si conclude il 16 gennaio 2011. Le opere di Daniel Buren, Marco Gastini, Rebecca Horn, Joseph Kosuth, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio verranno poi riaccese per illuminare la città in onore del 150° anniversario dell'Unità d'Italia dal 17 marzo fino alla fine di giugno 2011.
Gli artisti, le installazioni e i luoghi:
1) Carlo Bernardini - Cristallizzazione sospesa
cortile Palazzo Bertalazone - via san Franceso d'Assisi
2) Daniel Buren - Tappeto Volante
piazza Palazzo di Città
3) Francesco Casorati - Volo su…
via Garibaldi
4) Nicola De Maria - Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime
piazza San Carlo
5) Richi Ferrero - Bwindi Light Masks
cortile Palazzo Chiablese
6) Marco Gastini - L'energia che unisce si espande nel blu
Galleria Subalpina
7) Carmelo Giammello - Planetario
via Pietro Micca
8) Rebecca Horn - Piccoli Spiriti Blu
Monte dei Cappuccini
9) Joseph Kosuth - Doppio Passaggio (Torino)
Murazzi
10) Cie Leblanc - Ressorts et Tortillons
piazza Carlo Felice
11) Qingyum Ma - Neongraphy
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (via Modane)
12) Luigi Mainolfi - Luì e l'arte di andare nel bosco
via Lagrange
13) Mario Merz - Il volo dei numeri
Mole Antonelliana
14) Mario Molinari - Concerto di parole
Giardini Reali
15) Luigi Nervo - Vento solare
Piazzetta Mollino
16) Domenico Luca Pannoli - L'amore non fa rumore
via S. Francesco d'Assisi da via P. Micca a via Prati
17) Giulio Paolini - Palomar
via Po
18) Michelangelo Pistoletto - Amare le differenze
Porta Palazzo
19) Tobias Rehberger - My noon
piazza Castello
20) Luigi Stoisa - Noi
via Roma
21) Gilberto Zorio - Luce fontana ruota
Laghetto di Italia '61
Luci d'Artista 2010
Vie della città - Torino
3 novembre 2010 - 16 gennaio 2011
Infoline: (+39) 011.535181
Website: www.contemporarytorinopiemonte.it
mercoledì 29 settembre 2010
Diversamente vivi
Chi ha paura dei morti viventi? Vampiri e fantasmi, mummie e più di recente gli zombi, hanno popolato gli scaffali del romanzo e del fumetto, e gli schermi del cinema e poi della televisione e del videogioco, per tutto il Novecento e oltre.
Dal 30 settembre 2010 al 9 gennaio 2011 il Museo Nazionale del Cinema di Torino ospita la mostra Diversamente vivi. Zombi, vampiri, mummie, fantasmi, a cura di Peppino Ortoleva. Un'incursione cinematografica, artistica e letteraria sulla mitologia dei "morti viventi", figure di un universo emotivo e mitico fatto insieme di paura e di attrazione.
Non si tratta soltanto di un genere: l'horror, è vero, predomina con le sue storie di malvagità indicibili e tormenti peggiori della morte, ma non sono mancate, a più riprese, storie di fantasmi e ora anche di vampiri di tono romantico, nostalgico, spesso struggente. Per non parlare dei non morti da ridere, antichi come il cinema e anche di più. La mostra ci accompagna in un viaggio nella paura che queste storie ci ispirano e nell'attrazione che i miti dei morti viventi esercitano su di noi. E ci guida attraverso il più inquietante dei confini, quello che separa la vita da ciò che ci attende al di là.
All'interno, il percorso si apre con i vampiri, che dal mito fondatore di Dracula si spingono sino alla popolarissima saga contemporanea di Twilight, per poi passare alle storie di fantasmi, alle mummie e, in conclusione, ai racconti popolati dagli zombi, che rappresentano le più recenti e pervasive incarnazioni della mitologia degli esseri non ancora morti ma neppure più vivi.
Sulla rampa elicoidale della Mole Antonelliana trovano posto trenta manifesti cinematografici originali di diverse epoche, tutti provenienti dalle collezioni del museo, a completamento di un percorso narrativo-riflessivo composto da foto di scena, riproduzioni di dipinti, documenti storici, fotosoggetti originali e brevi testi introduttivi.
Due installazioni video ripropongono le più famose sequenze tratte dai capisaldi dei film di genere, mentre l'intero percorso è movimentato da sorprendenti ed evocativi interventi scenografici, ideati da Elena D'Agnolo Vallan e Marco Ostini, che si avvalgono tra l'altro dei suggestivi effetti speciali creati da uno dei maggiori specialisti del settore, il torinese Michele Guaschino.
Ad accompagnare la mostra, un volume di Giulia Carluccio e dell'organizzatore della mostra Peppino Ortoleva, studioso di comunicazione e cultura di massa, in libreria dal 13 ottobre 2010 per Il Castoro.
Diversamente vivi
Zombi, vampiri, mummie, fantasmi
Museo Nazionale del Cinema di Torino
Via Montebello, 20 - Torino
30 settembre 2010 - 9 gennaio 2011
Infoline: (+39) 011.2178540
Website: www.museonazionaledelcinema.it
Dal 30 settembre 2010 al 9 gennaio 2011 il Museo Nazionale del Cinema di Torino ospita la mostra Diversamente vivi. Zombi, vampiri, mummie, fantasmi, a cura di Peppino Ortoleva. Un'incursione cinematografica, artistica e letteraria sulla mitologia dei "morti viventi", figure di un universo emotivo e mitico fatto insieme di paura e di attrazione.
Non si tratta soltanto di un genere: l'horror, è vero, predomina con le sue storie di malvagità indicibili e tormenti peggiori della morte, ma non sono mancate, a più riprese, storie di fantasmi e ora anche di vampiri di tono romantico, nostalgico, spesso struggente. Per non parlare dei non morti da ridere, antichi come il cinema e anche di più. La mostra ci accompagna in un viaggio nella paura che queste storie ci ispirano e nell'attrazione che i miti dei morti viventi esercitano su di noi. E ci guida attraverso il più inquietante dei confini, quello che separa la vita da ciò che ci attende al di là.
All'interno, il percorso si apre con i vampiri, che dal mito fondatore di Dracula si spingono sino alla popolarissima saga contemporanea di Twilight, per poi passare alle storie di fantasmi, alle mummie e, in conclusione, ai racconti popolati dagli zombi, che rappresentano le più recenti e pervasive incarnazioni della mitologia degli esseri non ancora morti ma neppure più vivi.
Sulla rampa elicoidale della Mole Antonelliana trovano posto trenta manifesti cinematografici originali di diverse epoche, tutti provenienti dalle collezioni del museo, a completamento di un percorso narrativo-riflessivo composto da foto di scena, riproduzioni di dipinti, documenti storici, fotosoggetti originali e brevi testi introduttivi.
Due installazioni video ripropongono le più famose sequenze tratte dai capisaldi dei film di genere, mentre l'intero percorso è movimentato da sorprendenti ed evocativi interventi scenografici, ideati da Elena D'Agnolo Vallan e Marco Ostini, che si avvalgono tra l'altro dei suggestivi effetti speciali creati da uno dei maggiori specialisti del settore, il torinese Michele Guaschino.
Ad accompagnare la mostra, un volume di Giulia Carluccio e dell'organizzatore della mostra Peppino Ortoleva, studioso di comunicazione e cultura di massa, in libreria dal 13 ottobre 2010 per Il Castoro.
Diversamente vivi
Zombi, vampiri, mummie, fantasmi
Museo Nazionale del Cinema di Torino
Via Montebello, 20 - Torino
30 settembre 2010 - 9 gennaio 2011
Infoline: (+39) 011.2178540
Website: www.museonazionaledelcinema.it
mercoledì 21 luglio 2010
Le Macchine della Meraviglia
Dal 22 luglio al 7 novembre la Reggia di Venaria rende omaggio alle origini del cinema con la mostra Le Macchine della Meraviglia. Lanterne magiche e film dipinto, 400 anni di cinema. Un suggestivo racconto per immagini sulla lanterna magica e i suoi legami con il cinema e con l'arte d'avanguardia: accanto a rari vetri del Settecento e dell'Ottocento, sono presentati film di cineasti che hanno reso omaggio al progenitore della macchina cinematografica e alcune opere e installazioni di importanti artisti contemporanei, come Anthony McCall, Ugo Nespolo e Bill Viola, che a esso si sono ispirati o che ne rievocano le immagini.
La mostra offre l'opportunità di ammirare le più belle collezioni al mondo di vetri per lanterna magica, provenienti dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, dalla Cinémathèque française di Parigi e da altri importanti istituzioni e collezionisti. Per oltre tre secoli ogni sorta di soggetto è stato illuminato dalla lanterna magica, il meraviglioso strumento ottico inventato nel 1659 dall'astronomo olandese Christiaan Huygens, che permise, per la prima volta nella storia dell'umanità, di proiettare su uno schermo immagini fisse e animate.
La lanterna magica spaventava, stupiva, divertiva ma al contempo era anche un potente mezzo educativo e divulgativo. Le sue proiezioni luminose hanno influenzato i primi cineasti della storia del cinema (i fratelli Lumière, Georges Méliès, Ferdinand Zecca e Segundo de Chomón), per poi incantare autori classici (come François Truffaut, Ingmar Bergman e Federico Fellini) e rivivere nei fotogrammi dipinti del cinema sperimentale di ieri e di oggi (Len Lye, Norman McLaren, Stan Brakhage, Luigi Veronesi, Cioni Carpi e altri ancora).
La mostra è suddivisa in dieci sezioni tematiche, la prima delle quali dedicata alla tradizione della lanterna magica in casa Bracci Testasecca: dalla seconda metà dell'Ottocento sino ai giorni nostri lo spettacolo è proseguito immutato e ha superato indenne l'avvento del cinema, della televisione e dell'immagine elettronica.
Dopo il successo parigino, l'esposizione giunge ampliata e modificata per il pubblico italiano nella prestigiosa sede della Reggia di Venaria ed è accompagnata da numerosi eventi e attività collaterali: una rassegna di spettacoli di lanterna magica realizzati dai più rinomati "lanternisti", un ciclo di proiezioni e workshop organizzati dal Museo Nazionale del Cinema e dal DAMS dell'Università di Torino sul cinema d'avanguardia e sperimentale, un omaggio al cinema d'animazione italiano contemporaneo, con particolare riferimento alla tecnica della pittura diretta su pellicola.
Le Macchine della Meraviglia
Lanterne magiche e film dipinto, 400 anni di cinema
Le Sale delle Arti, Piani Alti della Reggia
Venaria Reale - Torino
22 luglio - 7 novembre 2010
PROROGATA AL 9 GENNAIO 2011
Infoline: (+39) 011.4992333
Website: www.lavenaria.it
La mostra offre l'opportunità di ammirare le più belle collezioni al mondo di vetri per lanterna magica, provenienti dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, dalla Cinémathèque française di Parigi e da altri importanti istituzioni e collezionisti. Per oltre tre secoli ogni sorta di soggetto è stato illuminato dalla lanterna magica, il meraviglioso strumento ottico inventato nel 1659 dall'astronomo olandese Christiaan Huygens, che permise, per la prima volta nella storia dell'umanità, di proiettare su uno schermo immagini fisse e animate.
La lanterna magica spaventava, stupiva, divertiva ma al contempo era anche un potente mezzo educativo e divulgativo. Le sue proiezioni luminose hanno influenzato i primi cineasti della storia del cinema (i fratelli Lumière, Georges Méliès, Ferdinand Zecca e Segundo de Chomón), per poi incantare autori classici (come François Truffaut, Ingmar Bergman e Federico Fellini) e rivivere nei fotogrammi dipinti del cinema sperimentale di ieri e di oggi (Len Lye, Norman McLaren, Stan Brakhage, Luigi Veronesi, Cioni Carpi e altri ancora).
La mostra è suddivisa in dieci sezioni tematiche, la prima delle quali dedicata alla tradizione della lanterna magica in casa Bracci Testasecca: dalla seconda metà dell'Ottocento sino ai giorni nostri lo spettacolo è proseguito immutato e ha superato indenne l'avvento del cinema, della televisione e dell'immagine elettronica.
Dopo il successo parigino, l'esposizione giunge ampliata e modificata per il pubblico italiano nella prestigiosa sede della Reggia di Venaria ed è accompagnata da numerosi eventi e attività collaterali: una rassegna di spettacoli di lanterna magica realizzati dai più rinomati "lanternisti", un ciclo di proiezioni e workshop organizzati dal Museo Nazionale del Cinema e dal DAMS dell'Università di Torino sul cinema d'avanguardia e sperimentale, un omaggio al cinema d'animazione italiano contemporaneo, con particolare riferimento alla tecnica della pittura diretta su pellicola.
Le Macchine della Meraviglia
Lanterne magiche e film dipinto, 400 anni di cinema
Le Sale delle Arti, Piani Alti della Reggia
Venaria Reale - Torino
22 luglio - 7 novembre 2010
PROROGATA AL 9 GENNAIO 2011
Infoline: (+39) 011.4992333
Website: www.lavenaria.it
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